Comunicato n.12/2016 – FATTI UN REGALO, DOMENICA VAI A VOTARE

Flyer_Ref_Trivelle_070316-C-1Mercoledì sera presso la sala Ex-Lavatorio di Morciano, il gruppo Coordinamento Valconca 5 stelle ha organizzato una serata informativa aperta a tutti i cittadini al fine di fare un po’ di chiarezza sull’argomento referendum. A parte il gruppo di Gemmano nessuno in Valconca  si è preso la briga di fare informazione come se si volesse affossare il referendum, eppure non ci sono pervenute dichiarazioni di voto contrarie al referendum da parte di nessun Sindaco della Valconca.

E’ evidente che il Partito Democratico è fortemente diviso su questo tema, dichiarazioni contraddittorie, qualche accenno sui Social, ma pochi esponenti del PD sono disposti ad esporsi pubblicamente contro il proprio Segretario e Primo Ministro che ha pubblicamente esortato i cittadini a NON andare a votare.

Noi del Coordinamento 5 Stelle invece vi chiediamo fortemente di andare e di votare SI al referendum per chiudere definitivamente alla scadenza le 21 concessioni di estrazione di idrocarburi presenti nei mari italiani entro le 12 miglia nautiche e questi sono i 10 punti che smentiscono molte inesattezze che circolano col passa parola:

  1. Il Referendum è stato richiesto per la prima volta in Italia da ben 9 Consigli Regionali molti dei quali Governati dallo stesso Partito Democratico, ciò dimostra l’importanza di questo referendum indipendentemente dalle simpatie politiche!
  2. Le Concessioni interessate dal Referendum sono 21 in tutto, se vince il SI, le loro licenze non saranno più rinnovate e quindi scadranno tra il 2016 ed il 2035!
  3. Se il referendum fallisce le concessioni avranno scadenza illimitata, “fino ad esaurimento del giacimento”. Questo stratagemma consentirebbe alle compagnie di estrarre idrocarburi molto lentamente posticipando di decenni l’esaurimento del giacimento ed il relativo smantellamento delle piattaforme che costa milioni di euro.
  4. Non è vero che l’estrazione di idrocarburi non produce inquinamento, forse è vero che l’eccellenza italica produce una tecnologia molto affidabile ma non dimentichiamoci che siamo anche il Paese più corrotto d’Europa dove i controllori spesso non fanno il loro dovere (lo abbiamo visto in diversi casi di smaltimento illegale dei rifiuti tossici che anche le stesse estrazioni producono).
  5. Se il referendum viene respinto i giacimenti che diventano cosi a “tempo indeterminato” potranno rimanere attivi ed essere anche ampliati trivellando nuovi pozzi purchè all’interno della stessa concessione anche se si trova entro le 12 miglia!
  6. In Italia l’estrazione di idrocarburi da tutto il sottosuolo nazionale produce appena il 6% del fabbisogno Nazionale. Chiudere 21 giacimenti significa un calo di produzione presso che insignificante, circa l’1%!
  7. Le Compagnie che estraggono idrocarburi pagano allo Stato e Regioni delle royalties in rapporto al quantitativo estratto. Nel 2015 tutte le estrazioni presenti sul territorio Nazionale hanno fruttato allo Stato appena 350milioni di euro. Pochi spiccioli coi quali non ci ripaghiamo nemmeno il costo di questo Referendum. Inoltre estraendo una quantità minima potrebbero sfruttare la franchigia prevista dalle royalties che permette loro di non pagare nulla, in questo caso regaliamo idrocarburi a costo zero!
  8. I posti di lavoro interessati dalla cessazione dell’attività di 21 giacimenti sono pochissimi, basti pensare che su una piattaforma galleggiante grande come una fabbrica ci lavorano poche decine di persone. Inoltre quei lavoratori verranno certamente ricollocati su altri giacimenti tutt’ora in costruzione o in ampliamento oltre le 12 miglia.
  9. Scegliere di investire sulle energie rinnovabili significa creare molti più posti di lavoro. E’ stato calcolato che per ogni miliardo di euro investito nelle estrazioni si creano circa 500 posti di lavoro, lo stesso miliardo investito nelle rinnovabili ne potrebbe creare più di 15mila!
  10. Chiudere 21 Giacimenti entro le 12 miglia non farà molta differenza in termini di occupazione, approvvigionamento energetico o indotto economico, quello che sarà importante è il messaggio che viene mandato al Governo. Dobbiamo dire basta all’energia fossile altamente inquinante, basta fare gli interessi delle lobby del petrolio, la tecnologia alternativa esiste, dobbiamo iniziare a cambiare mentalità ed investire nell’energia pulita e nella “green economy”!

Si ringrazia il dott.Parmeggiani per il suo tempo e per averci illustrato in maniera egregia l’importanza di informarsi e di votare con cognizione di causa.

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